Quali sono i vini del Vesuvio? Ce lo spiega “Le Lune Del Vesuvio”, nostro Partner d’eccellenza!

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Le Lune del Vesuvio, passione e tradizione vinicola e non…

Il sabato mattina è bello rilassarsi. Qual è il vostro metodo preferito per distendere i nervi dopo una settimana di lavoro?

Noi abbiamo scelto di passare il nostro Sabato immersi nella natura. Abbiamo visitato uno dei nostri Partners, LE LUNE DEL VESUVIO.

Abbiamo riunito parte del Team Foodology e ci siamo recati a Terzigno, località campana situata ai piedi del Vesuvio. Proprio quest’ultimo, grazie alla sua azione vulcanica ha contribuito a rendere questa parte della Campania, tra le zone più fertili al mondo, caratteristica che le attribuì l’appellativo di Campania Felix .

Arrivati alla tenuta ci ha accolti Andrea, che insieme al fratello Salvatore, al padre Francesco e ai figli di entrambi, porta avanti questa avventura iniziata ormai ben quattro generazioni fa.

Antonio, il responsabile della cantina, molto gentile e preparato, si è messo subito a nostra disposizione per farci visitare l’intera Azienda. Una delle cose che ci ha colpito subito è stato il vigneto, un’ampia distesa di vitigni, dai quali, alzando la testa, spicca la cima (in questo periodo) innevata del Vesuvio. Sicuramente in altri momenti dell’anno, sarebbe risultata una visione più “colorata” grazie alle viti in fiore, ma anche così bisogna ammettere che è un paesaggio mozzafiato.

incontro

Ci siamo poi spostati verso un capanno, trovando sistemati al di fuori alcuni attrezzi, utilizzati per svolgere la vendemmia in maniera tradizionale. Un torchio e una macina che possiamo definire “old style”. Antonio ci ha spiegato che durante il periodo della vendemmia le scuole organizzano gite scolastiche qui, offrendo la possibilità di imparare e praticare questo tipo di attività, finanche la macinazione dell’uva con i piedi.

macchinari storici

Entrando in cantina ci è stato spiegato come è avvenuto il passaggio produttivo dai metodi tradizionali a quelli moderni. Prima l’uva, dopo essere stata macinata, veniva fatta “riposare” in botti di legno. Al termine della fermentazione, i raspi (ramoscelli) venivano riposti all’interno del torchio insieme ai chicchi e pressati ulteriormente, affinchè potesse scendere tutto il vino presente all’interno.

Al giorno d’ oggi, la pressa è automatica, molto più grande e con all’interno un palloncino in pvc che gonfiandosi pressa l’uva. La raccolta dell’uva avviene ancora a mano.

Il mosto pressato viene trasferito in silos di alluminio, mentre i raspi vengono messi da parte.

Il vino nei silos deve essere mescolato fino a fine dicembre, dopo di che viene “chiarificato“. Per mescolarlo vengono attaccate delle pompe ai silos che fanno si che le “fecce”, cioè lo strato che si deposita e che da il sentore e il profumo al vino, non vada a depositarsi sul fondo. La “chiarificazione” viene effettuata con prodotti che permettono alle impurità di posarsi sul fondo del silos. La fase successiva è quella della “filtrazione“, che può avvenire in vari modi (filtri a cartone, a farina,…). Qui alle Lune Del Vesuvio avviene con filtri a farina, il vino viene fatto passare in una “campana” con 10 dischi sui quali è depositata della farina sulla quale, si vanno a depositare tutte le impurità.

Antonio ci ha spiegato che i loro vini sono fatti invecchiare all’interno di botti di rovere francese e che dopo ogni annata, esse, vengono rigenerate attraverso un processo di affumicatura per poi comunque, dopo alcuni anni essere dismesse definitivamente.

Le Lacryma Christi sono blend tra due vini,  la Rossa viene fatta invecchiare per 6 mesi in botte ed è un blend composto per l’80% di Piedirosso e per il 20% di Aglianico mentre la Lacryma Christi bianca con l’80% di Coda di volpe ed il 20% di Falanghina.

botti

Le regole per decantare il vino

  1. Osservare il colore e la lucentezza del vino
  2. Agitare il bicchiere per permettere ai aromi di fuoriuscire
  3. Annusare i sentori (che ogni persona con un po’ di allenamento riuscirà a percepire)
  4. Assaggiare

Dietro i nomi dei vini di Le Lune del Vesuvio c’è sempre un motivo

Il Lacryma Christi rosso prende il nome dal fiore tipico del Vesuvio “Muscari” di colore rosso intenso

Il  Lacryma Christi bianco chiamato Genesta dal fiore giallo del Vesuvio famoso anche per la poesia dedicatavi da Giacomo Leopardi

Il Piedirosso prende il nome dalla zona in cui nasce, Il Cuognolo

Donna Carolina è un altro dei vini, dedicato ad una contessa molto importante vissuta nella zona vesuviana

Il Cratere, è un Lacryma Christi riserva, rosso e bianco invecchiato in botti che rimanda alla bocca di fuoco del vulcano

Aglianico e Falanghina, rispettivamente Luna rossa e Luna Turchese, nomi riferiti appunto alla casa produttrice

vini

Una passione che dura da 4 generazioni

Tutto iniziò con il nonno di Andrea che intraprese il commercio di uva e vino che vendeva nel napoletano come vino sfuso. Il figlio seguendo le orme del genitore pensò di imbottigliare il prodotto e diffonderlo al di fuori del territorio napoletano affidandosi anche al canale HORECA. Nelle sapienti mani di Andrea e Salvatore, Le Lune del Vesuvio ha iniziato ad avere respiro internazionale. I due fratelli hanno incentrato a produzione sulla qualità, puntando ad ottenere le certificazioni D.O.C e D.O.C.G.

La famiglia Forno possiede anche un’ azienda vinicola a proprio nome, attraverso la quale produce i vini dell’Irpinia e del Beneventano.

Non solo vino…

Alla produzione vitivinicola vengono affiancate attività turistico/gastronomiche che si svolgono all’interno della tenuta. Qui visitatori provenienti da tutto il mondo dopo una visita ai vicini scavi di Pompei, Ercolano e un salto nella Penisola Sorrentina, possono rilassarsi nelle camere del B&B, fare una passeggiata a cavallo nel nostro maneggio e rifocillarsi nel ristorante, dove, possono assaporare tutte le delizie che la produzione vesuviana può offrire.  “Le Lune del Vesuvio” produce una vasta gamma di prodotti tra i quali, oltre che il sopracitato vino, l’olio extra vergine d’oliva e i pomodorini del piennolo.

In particolare, i pomodori, vengono piantati a inizio maggio per poi essere raccolti ad inizio luglio. Essi durante la loro coltivazione ricevono poca acqua, in maniera tale da poter essere conservati nel tempo e per poter avere il caratteristico sapore. Una volta raccolti, vengono appesi e disposti nella tipica forma di “piennolo” che appunto gli da il nome. (“Le Lune Del Vesuvio” produce anche il pomodoro Giallo, più delicato e con un sapore più dolce)

I nostri vini sono dei campioni!

Numerosi i riconoscimenti conseguiti negli anni dai vini dell’azienda.

Spiccano tra questi il Merano Wine Festival e Il premio Qualità Italia con le Lacryma Christi.

Inoltre la Guida regionale ha conferito 3 cornetti, il massimo del punteggio ottenibile.

Anche al di fuori dell’Europa i vini delle “Lune Del Vesuvio” hanno riscosso importante successo specialmente nel territorio del sud-est asiatico, Cina e Giappone e con grandi prospettive di lavorare su questi mercati.

Al momento i principali sbocchi sono Germania, Cina, Francia con importante inserimento in Belgio e Inghilterra.

Le Lune del Vesuvio e Foodology, una visione comune

Tra noi e ” Le Lune del Vesuvio” c’è stato amore a prima vista. La nostra visione aziendale e la nostra mission sono addirittura sovrapponibili a quelle di Andrea. Le visioni convergono, c’è la volontà di valorizzare le eccellenze che il territorio Italiano ci ha messo a disposizione e di farle conoscere in tutto il mondo. Ci lega la passione e l’amore per la nostra “terra”.

2019-02-12T08:18:13+00:00Febbraio 2nd, 2019|Campania, foodology, produttori|